Guardiani del dolore

Trascorso quasi un anno dal pauroso terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo e l'Italia intera, l'interesse mediatico è decisamente scemato, si è salvato il salvabile ma molto è ancora da fare.
Quei luoghi sono ora permeati da un'atmosfera quasi irreale, la vita riprende a scorrergli accanto mentre il mare di macerie impedisce ai tristi ricordi di dissolversi.
L'unica presenza rimasta a testimoniare la volontà di ricostruire è garantita dal corpo dei Vigili del Fuoco, uomini eroici che continuano il lavoro sbandierato da troppi altri usciti troppo presto di scena.
Ho potuto constatare di persona il loro ardore, ascoltarne le testimonianze e ammirarne la modestia, riscontrando l'immensa gratitudine riservatagli dagli abitanti delle zone colpite dal sisma. La gente del luogo è addirittura insorta per impedire il ritiro di alcuni contingenti: "senza di noi si sentivano perduti, siamo l'unica presenza in grado di rassicurarli" garantisce il comandante che dirige le operazioni da mesi. Ovunque ci sono tracce di tale affetto, questo reportage è anche un attestato di stima nei confronti di coloro che antepongono il sacrificio e i valori umani alle luci della ribalta.
L'Aquila, Onna, aprile 2010

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